Parlano gli Indignados e parliamo anche noi…

Anche se esula da ogni argomento di questo blog, voglio trascrivervi delle parole che potrebbero accomunarci tutti, forse non tutti sono a conoscenza di questo manifesto scritto dai rivoltosi spagnili, detti Indignatos, ma è bene diffonderlo, per far capire alla moltitudine di persone non informate che infondo siamo tutti uguali e che navighiamo nelle stesse merdose acque, l’unica differenza è come reagiamo a tutto questo. Io solitamente non sono una manifestante, quindi non vi parlo da guerriera della libertà, ma sono una semplice studentessa che osserva il mondo intorno a se anche per fini di studio, ma sembra sia giunta l’ora di dire due parole, anche se solo attraverso un post. Invoglio tutte le blogger di diffondere questo manifesto che potrebbe essere presto il NOSTRO manifesto e non solo quello spagnolo.

Noi siamo gente comune. Siamo come te: gente che si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici. Gente che lavora duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi ci circonda. Alcuni di noi si considerano più progressisti, altri più conservatori. Alcuni credenti, altri no. Alcuni di noi hanno un’ideologia ben definita, alcuni si definiscono apolitici… Ma tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi. Per la corruzione di politici, imprenditori, banchieri … Per il senso di impotenza del cittadino comune.

Questa situazione fa male a tutti noi ogni giorno. Ma se tutti ci uniamo, possiamo cambiarla. È tempo di muoversi, è ora costruire insieme una società migliore. Perciò sosteniamo fermamente quanto segue:

1) Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere l’uguaglianza, il progresso, la solidarietà, la libertà di accesso alla cultura, la sostenibilità ecologica e lo sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.

2) Ci sono diritti fondamentali che dovrebbero essere al sicuro in queste società: il diritto alla casa, al lavoro, alla cultura, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione politica, al libero sviluppo personale, e il diritto di consumare i beni necessari a una vita sana e felice.

3) L’attuale funzionamento del nostro sistema economico e di governo non riesce ad affrontare queste priorità e costituisce un ostacolo al progresso dell’umanità.

4) La democrazia parte dal popolo (demos = popolo, cràtos = potere) in modo che il potere debba essere del popolo. Tuttavia in questo paese la maggior parte della classe politica nemmeno ci ascolta. Le sue funzioni dovrebbero consistere nel portare la nostra voce alle istituzioni, facilitando la partecipazione politica dei cittadini attraverso canali diretti e procurando i maggiori benefici alla società in generale, non per arricchirsi e prosperare a nostre spese, mentre si dà cura solo dei dettami dei grandi poteri economici e si aggrappa al potere attraverso una dittatura partitocratica capeggiata dalle inamovibili sigle del partito unico bipartitico del PPSOE.

5) L’ansia e l’accumulazione di potere in poche mani crea disuguaglianza, tensione e ingiustizia, il che porta alla violenza, che noi respingiamo. L’obsoleto e innaturale modello economico vigente blocca la macchina sociale in una spirale che si consuma in se stessa arricchendo i pochi e precipitando nella povertà e nella scarsità il resto. Fino al crollo.

6) La volontà e lo scopo del sistema è l’accumulazione del denaro, che ha la precedenza sull’efficienza e il benessere della società. Sprecando intanto le risorse, distruggendo il pianeta, creando disoccupazione e consumatori infelici.

7) I cittadini fanno parte dell’ingranaggio di una macchina destinata ad arricchire una minoranza che non sa nulla dei nostri bisogni. Siamo anonimi, ma senza di noi tutto questo non esisterebbe, perché noi muoviamo il mondo.

8) Se come società impariamo a non affidare il nostro futuro a un’astratta redditività economica che non si converte mai in un vantaggio della maggioranza, saremo in grado di eliminare gli abusi e le carenze di cui tutti soffriamo.

9) È necessaria una Rivoluzione Etica. Abbiamo messo il denaro al di sopra dell’Essere umano mentre dovremo metterlo al nostro servizio. Siamo persone, non prodotti sul mercato. Io non sono solo quel che compro, perché lo compro e a chi lo compro.

Per tutto quanto sopra, io sono indignato.
Credo di poterlo cambiare.
Credo di poter aiutare.
So che insieme possiamo.
Esci con noi. È un tuo diritto.

Io sono con voi.

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Pubblicato in: News

2 pensieri su “Parlano gli Indignados e parliamo anche noi…

  1. Serena ha detto:

    MI è piaciuto tantissimo leggere questo post…odio le persone che dicono tanto è così e basta e non possiamo fare nulla per cambiare lo status quo anzi mi adatto e faccio come gli altri per ottenere vantaggi..
    Io credo che nel nostro piccolo possiamo fare tanto…rifiutare tanti compromessi che la vita di ogni giorno ci pone davanti..dal chiedere che un professionista ti faccia la fattura (al motto se le tasse le paghiamo tutti, tutti pagano meno) all’aiutare una soignora anziana alla posta che non sa come compilare un modulo…oppure prendersi un’ora per andare a votare (penso ai referendum sempre più prossimi).
    Vivere la nostra vita con onestà e consapevolezza e non soffocare la nostra voce…lavorare con uno stipendio adeguato che ci possa far vivere dignitosamente senza preoccupazioni e non assistere alle piccole angherie di ogni giorno voltando la testa dall’altra parte!

  2. Corina ha detto:

    Io sono con loro! Io sono una di loro! Sono una Indignata Greca! Si, con la “g” maiuscola perchè sono orgogliosa Di sadder Greca! Non sono orgorgliosa di tutto quelli che hanno portato in mio bellissimo Paese in questo punto. Io voglio cambiare tutto questo e so che tutto insieme ce la facciamo! Ma per favore,questa volta uniti! E senza pensare su come guadagnare(mi riferisco a quelli pseudo indignati). Queste semplici parole sono scrit uununauna APOLITICA che però violet cambiare il duo mondo! Mi sa che anche i greci stanno per svegliarsi! FINALMENTE!

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